Che cos’è un impianto dentale?
Un impianto dentale è una soluzione studiata per sostituire la radice di un dente mancante o compromesso. Si tratta generalmente di una vite in titanio biocompatibile, materiale selezionato per la sua resistenza alla corrosione e per la capacità di integrarsi con l’osso (fenomeno chiamato osteointegrazione). Una volta inserita, la vite funge da supporto stabile per una corona artificiale che riproduce in tutto e per tutto la forma, il colore e la funzionalità di un dente naturale. Scopriamo quanto dura un impianto dentale.
Perché ricorrere a un impianto dentale?
- Recupero della funzionalità masticatoria: con un impianto, puoi tornare a masticare in modo efficace, evitando squilibri nella masticazione che potrebbero danneggiare altri denti o l’articolazione temporo-mandibolare.
- Miglioramento dell’estetica del sorriso: i moderni materiali ceramici o compositi riproducono il dente in maniera estremamente realistica, aiutandoti a recuperare sicurezza nel mostrare il sorriso.
- Riduzione del riassorbimento osseo: quando un dente manca, l’osso mascellare o mandibolare tende a riassorbirsi. L’impianto stimola il tessuto osseo come farebbe una radice naturale, contribuendo a mantenerne il volume.
L’aspetto più innovativo degli impianti dentali è la loro versatilità: possono sostituire un singolo dente o fungere da base per un’intera arcata fissa. Presso la Clinica Odontoiatrica Mancini di Milano, ad esempio, si valutano con attenzione le caratteristiche di ogni paziente, come qualità e quantità di osso disponibile, abitudini di vita e salute orale generale, prima di proporre una procedura implantologica.
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Come si fa un impianto dentale?
Capire come si fa un impianto dentale aiuta a rendersi conto della precisione e dell’attenzione necessaria per raggiungere un risultato di successo a lungo termine. Ecco gli step principali:
- Visita preliminare e diagnosi
Il primo passo è sempre un’accurata analisi clinica e radiografica. Lo studio della panoramica o di una TAC 3D permette di valutare la struttura ossea, l’eventuale presenza di infezioni o cisti e la collocazione dei nervi. In questa fase, il dentista stabilisce se è necessario un intervento di rigenerazione ossea o altre procedure preparatorie. - Pianificazione digitale
In molti studi avanzati, tra cui la Clinica Odontoiatrica Mancini, si utilizzano software di simulazione digitale per pianificare la posizione esatta dell’impianto. Questo migliora la precisione e riduce i rischi di errori durante l’intervento. - Inserimento dell’impianto
L’intervento vero e proprio prevede un’anestesia locale o, in alcuni casi, una sedazione cosciente, in modo da garantire il massimo comfort. Viene inciso il tessuto gengivale per accedere all’osso, quindi si crea un alloggiamento per la vite implantare. Dopo l’inserimento, la gengiva viene suturata. Spesso si posiziona una vite di guarigione che facilita la cicatrizzazione dei tessuti. - Fase di osteointegrazione
È il periodo durante il quale l’osso si salda attorno all’impianto, rendendolo parte integrante della struttura ossea. Può durare da 2 a 6 mesi, a seconda della complessità del caso e delle caratteristiche del paziente. - Posizionamento della corona
Una volta completata l’osteointegrazione, si applica il moncone che emerge dalla gengiva e, successivamente, la corona definitiva. Questa corona in ceramica o in altri materiali estetici è progettata per fondersi armoniosamente con i denti naturali circostanti. - Controlli periodici
Dopo il posizionamento della corona, è essenziale seguire un programma di controlli e igiene professionale. Questo assicura che l’impianto rimanga stabile e che i tessuti gengivali siano sani.
Ogni passaggio deve essere eseguito con scrupolo e attenzione ai dettagli, motivo per cui si consiglia sempre di evitare interventi fai-da-te o soluzioni di dubbia validità all’estero senza adeguate garanzie di qualità e sicurezza. Un impianto inserito in modo scorretto può causare complicazioni gravi e ridurre in modo significativo la durata del trattamento nel tempo.
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È doloroso fare un impianto dentale?
Una delle domande che i pazienti rivolgono più spesso è: “È doloroso fare un impianto dentale?”. È comprensibile avere dubbi o timori di fronte a un intervento che, a prima vista, può sembrare invasivo. Tuttavia, nella maggior parte dei casi, l’operazione è meno dolorosa di quanto si immagini, grazie alle moderne tecniche di anestesia e alle innovazioni in campo chirurgico.
- Anestesia locale: il dentista utilizza anestetici che desensibilizzano completamente la zona interessata. In questo modo, il paziente non avverte dolore durante la preparazione dell’osso e l’inserimento della vite implantare.
- Sedazione cosciente: in caso di forte ansia o particolare sensibilità, è possibile ricorrere a una leggera sedazione che induce uno stato di relax, pur mantenendo il paziente vigile e collaborativo.
- Gestione del post-operatorio: dopo l’intervento, potrebbero comparire gonfiore o fastidio, che vengono comunque alleviati dall’uso di farmaci antinfiammatori e antidolorifici prescritti dal dentista. Seguire le indicazioni fornite dal tuo professionista di fiducia riduce notevolmente il rischio di complicazioni.
La vera differenza la fa un intervento eseguito con attenzione ai dettagli e una pianificazione accurata. Presso la Clinica Odontoiatrica Mancini, l’approccio empatico è fondamentale: spieghiamo al paziente ogni passaggio, dal pre-operatorio al decorso successivo, così da rassicurarlo e prepararlo adeguatamente. Ricevere cure chiare e trasparenti, con uno staff dedicato al tuo comfort, abbatte di molto lo stress legato all’idea dell’impianto.
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Quando non si può fare un impianto dentale?
Sebbene l’implantologia sia una pratica consolidata e sicura, esistono circostanze in cui l’inserimento dell’impianto potrebbe essere sconsigliato o, quantomeno, rimandato. Quando non si può fare un impianto dentale? Ecco alcune situazioni:
- Insufficiente volume osseo
Se l’osso che deve accogliere l’impianto è troppo sottile o ha subito un forte riassorbimento, l’intervento potrebbe risultare rischioso. In questi casi, è possibile valutare procedure di rigenerazione ossea o l’utilizzo di impianti particolari, ma la valutazione deve essere approfondita. - Patologie sistemiche o terapie farmacologiche particolari
Malattie come il diabete non compensato, gravi insufficienze cardiache o renali, e terapie specifiche con bifosfonati possono influenzare la capacità di guarigione dei tessuti e l’osteointegrazione. È fondamentale un consulto medico e odontoiatrico congiunto per capire se l’impianto è fattibile. - Igiene orale inadeguata
Se il paziente mostra una scarsa cura quotidiana dei denti o ha malattie parodontali non controllate, occorre prima risolvere queste problematiche. Inserire un impianto in una bocca con infezioni attive può portare a fallimenti dell’intervento. - Abuso di fumo o alcol
Fumare pesantemente o abusare di alcol influisce negativamente sulla cicatrizzazione e sull’osteointegrazione, diminuendo le probabilità di successo. In questi casi, il dentista potrebbe consigliare di ridurre o sospendere tali abitudini prima di procedere. - Stato di salute generale compromesso
Pazienti anziani con patologie multiple o in stato di malnutrizione e persone con difese immunitarie particolarmente basse necessitano di valutazioni approfondite prima di essere candidati all’implantologia.
È importante sottolineare che “non poter fare un impianto” spesso significa “non poterlo fare subito” o “non poterlo fare con determinate tecniche”. In molti casi, esistono procedure ad hoc, alternative o complementari, come la chirurgia guidata o l’implantologia zigomatica per i casi di grave atrofia ossea. Per questo motivo, la scelta del piano di cura ideale passa sempre da una diagnosi approfondita e da un confronto tra dentista e paziente.
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Quanto costa un impianto dentale?
Affrontiamo ora un tema gettonatissimo sul web: quanto costa un impianto dentale. Per motivi deontologici e normativi, non è possibile indicare una cifra precisa, poiché le variabili in gioco sono molteplici e il costo effettivo può cambiare notevolmente in base alla situazione del singolo paziente. Quello che possiamo dire è che il prezzo finale di un impianto dentale dipende da:
- Materiali utilizzati: le componenti in titanio di alta qualità hanno un costo superiore rispetto a materiali meno performanti, ma garantiscono un’osteointegrazione e una durata ottimali.
- Complessità del caso: se è necessaria una rigenerazione ossea, una chirurgia guidata o eventuali sedute extra, il costo aumenta.
- Numero di impianti: sostituire un dente singolo ha un impatto differente dal dover riabilitare un’intera arcata.
- Fase protesica e tipo di corona: le corone in ceramica integrale, ad esempio, comportano un certo investimento ma offrono un’estetica eccellente e una buona resistenza nel tempo.
- Località e professionalità dello studio: strutture con team multidisciplinare e tecnologie d’avanguardia possono avere costi diversi da studi che non dispongono degli stessi mezzi. Tuttavia, affidarsi a professionisti esperti è spesso garanzia di un risultato duraturo e di un follow-up costante.
La cosa importante è non cadere nella tentazione di scegliere un trattamento unicamente basandosi sul prezzo più basso. L’implantologia è un investimento sulla salute a lungo termine e la qualità dell’intervento influisce direttamente sulla sua durata e sul comfort del paziente. Durante la fase di preventivazione, è fondamentale chiedere al dentista un piano di cura dettagliato che includa tutti i passaggi necessari.
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Quanto tempo ci vuole per un impianto dentale?
Quando si parla di tempistiche, i pazienti vogliono spesso sapere quanto tempo ci vuole per un impianto dentale dall’inizio alla fine. La risposta, anche in questo caso, dipende da vari fattori, tra cui il numero di denti da sostituire, lo stato di salute generale del cavo orale e la tecnica adottata.
- Valutazione iniziale
La prima fase prevede l’esecuzione di radiografie e la visita specialistica, utile per determinare la fattibilità dell’impianto. Può richiedere una o due sedute, a seconda della necessità di ulteriori accertamenti. - Inserimento dell’impianto
L’intervento vero e proprio può variare da 20-30 minuti (nel caso di un singolo impianto) fino a diverse ore se si tratta di riabilitazioni più complesse. In molti casi è possibile usufruire di metodiche di carico immediato, in cui si posiziona una protesi provvisoria nella stessa giornata o entro poche ore dall’inserimento della vite, consentendo al paziente di avere una riabilitazione funzionale e estetica in tempi rapidi. - Fase di osteointegrazione
Una volta inserito l’impianto, occorre attendere il periodo di osteointegrazione, che può andare da 2 a 6 mesi. In questo arco di tempo, il titanio si salda con l’osso, garantendo una base stabile per la corona definitiva. - Applicazione della corona
Superata la fase di osteointegrazione, il dentista applica il moncone e la corona definitiva. L’operazione di solito si svolge in una o due sedute, durante le quali si prendono le impronte finali, si verifica l’aderenza e si effettua la cementazione o l’avvitamento della protesi. - Controlli periodici
Anche se la fase chirurgica e protesica è terminata, i controlli periodici risultano fondamentali per monitorare la stabilità dell’impianto, la salute gengivale e l’igiene orale del paziente.
In alcuni casi, grazie alle nuove tecnologie e a protocolli specifici, le tempistiche possono ridursi in modo significativo (ad esempio, implantologia computer-guidata con carico immediato), mentre in altri occorre avere più pazienza, specialmente se si rende necessaria una rigenerazione ossea. L’importante è seguire le indicazioni dello studio dentistico e rispettare i tempi suggeriti per evitare complicazioni e garantire la corretta osteointegrazione.
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Cosa mangiare dopo un impianto dentale?
Dopo l’intervento, una delle domande più immediate è: “Cosa mangiare dopo un impianto dentale?”. L’alimentazione corretta nel post-operatorio non solo favorisce la guarigione dei tessuti, ma aiuta anche a prevenire infezioni e a ridurre il disagio.
- Cibi morbidi e tiepidi
Nei primi giorni, è bene prediligere alimenti facilmente masticabili, come passati di verdure, yogurt, frullati, uova strapazzate o minestre. Mangiare cibi duri o troppo caldi potrebbe irritare la zona interessata e rallentare la cicatrizzazione. - Evitare cibi piccanti o acidi
Spezie troppo forti, agrumi e cibi acidi possono provocare fastidio alle gengive ancora sensibili. Meglio attendere la completa cicatrizzazione prima di reintrodurli gradualmente nella dieta. - Niente bevande gassate o troppo zuccherate
Le bibite con un alto contenuto di zucchero possono favorire la proliferazione batterica, mentre quelle gassate possono irritare la mucosa. È preferibile optare per acqua naturale o tisane tiepide senza zucchero. - Non saltare i pasti
Anche se c’è un po’ di fastidio iniziale, è importante non digiunare. Un apporto adeguato di nutrienti aiuta l’organismo a riprendersi più rapidamente. - Evitare di masticare dalla parte dell’impianto
Se possibile, cerca di utilizzare il lato opposto per masticare, almeno nei primi giorni, così da limitare sollecitazioni e traumi sulla zona operata.
Nel complesso, i giorni successivi all’intervento sono fondamentali per garantire la stabilità iniziale dell’impianto e la corretta guarigione delle gengive. Prima di tornare a un’alimentazione normale, assicurati di avere l’ok dal tuo dentista o igienista. Presso la Clinica Odontoiatrica Mancini, forniamo sempre indicazioni precise e personalizzate al termine di ogni procedura implantologica, tenendo conto dell’età del paziente, delle sue abitudini e di eventuali allergie o intolleranze.
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Come pulire un impianto dentale?
Una delle chiavi per garantire la massima durata dell’impianto è la corretta igiene quotidiana. Come pulire un impianto dentale in modo efficace? Ecco alcuni suggerimenti fondamentali:
- Spazzolino adeguato
Utilizza uno spazzolino con setole morbide o medie, possibilmente di buona qualità, e cambialo ogni 2-3 mesi. Esistono anche spazzolini elettrici con testine specifiche per gli impianti, capaci di raggiungere con facilità zone difficili. - Filo interdentale o scovolino
Questi strumenti risultano essenziali per rimuovere i residui di cibo e la placca negli spazi tra la corona e la gengiva. Scegli uno spessore idoneo, in modo da pulire senza irritare. - Collutorio antibatterico
In alcuni casi, il dentista può consigliare collutori specifici a base di clorexidina o altri agenti antibatterici. L’uso costante aiuta a ridurre l’accumulo di batteri e a proteggere i tessuti gengivali. - Igiene professionale periodica
Anche se hai un’ottima routine domestica, non potrai mai rimuovere placca e tartaro in modo completo. Ecco perché è essenziale recarsi regolarmente dal dentista o dall’igienista dentale per una pulizia approfondita. La frequenza dei richiami dipende dal tuo quadro clinico e dalle indicazioni del professionista. - Attenzione ai segnali di allarme
Se noti sanguinamento gengivale, mobilità della corona o fastidio persistente, contatta subito lo studio odontoiatrico. Un intervento tempestivo può evitare problemi più gravi come la perimplantite, un’infiammazione che può compromettere la stabilità dell’impianto.
Ricorda: anche se l’impianto è realizzato in materiali altamente resistenti e biocompatibili, i tessuti attorno necessitano di cure costanti. Mantenere una buona igiene orale è il modo più semplice per allungare la “vita” del tuo impianto e goderti un sorriso sano e duraturo.
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Conclusione su quanto dura un impianto dentale
Nel corso di questo articolo abbiamo esaminato in modo approfondito quanto dura un impianto dentale, scoprendo che non esiste una risposta univoca: la longevità dipende da fattori anatomici, abitudini di vita, igiene orale e competenza dei professionisti che eseguono l’intervento. In molti casi, un impianto di qualità, inserito correttamente e curato nel tempo, può durare 10, 15, 20 anni o anche più.
Abbiamo visto che, per ottenere un risultato affidabile e duraturo, occorre seguire un percorso articolato che include la diagnosi iniziale, la fase di osteointegrazione, la corretta scelta dei materiali e un’adeguata manutenzione post-operatoria. Gli investimenti in termini di tempo ed energie vengono ampiamente ripagati dal recupero completo della funzionalità masticatoria, dal miglioramento dell’estetica del sorriso e dal benessere psicologico che ne deriva.
Se desideri approfondire ulteriormente i dettagli dell’implantologia dentale o ricevere un piano di cura personalizzato, puoi rivolgerti alla Clinica Odontoiatrica Mancini di Milano, guidata dal Direttore Sanitario Dr. Mario Mancini iscritto all’Albo professionale dei medici di Milano dal 18 Ottobre 1988 n.21255 – aut. sanitaria n. I937/2021 del 26/10/2021. Ecco i nostri riferimenti:
- Indirizzo: Via Maestri Campionesi, 20 (adulti) – Via Maestri Campionesi, 22 (kids), Milano
- Orari: Lun. – Ven. 9:00 – 19:00 / Sab. 9:00 – 14:00 / Domenica Chiuso
- Telefono fisso: 02.5450351
- WhatsApp: 333.5450351 (adulti) / 333.8022625 (kids)
- Email: info@clinicaodontoiatricamancini.it (adulti) / info@mancinikids.it (kids)
Presso la nostra clinica troverai un team empatico e un approccio multidisciplinare che unisce esperienza e tecnologie all’avanguardia. Ti accompagneremo passo dopo passo nella scelta del percorso implantologico più adatto alle tue esigenze, puntando sempre alla massima precisione e al benessere del paziente. Investire nella propria salute orale significa investire sul proprio futuro: se vuoi saperne di più, contattaci e prenota una visita presso la Clinica Odontoiatrica Mancini a Milano. Siamo qui per aiutarti a ritrovare e mantenere un sorriso sano, forte e duraturo.